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L’editoriale di Stefano Lecca VOLONTARIATO OGGILa parola volontario deriva etimologicamente dal latino “voluntarius” e significa persona che compie delle azioni libere frutto esclusivo della propria libertà senza avere nulla in contropartita, quindi gratuitamente, e in particolare modo senza dipendenze alcuna verso terzi. Il volontariato, quindi, è un insieme di persone e/o organizzazioni che prestano il loro tempo secondo i principi sopra citati in una attività libera e gratuita che può avere molteplici aspetti e obiettivi nella società. Solidarietà, giustizia sociale, sanità, tutela degli animali, conservazione del patrimonio artistico e culturale, sport, ambiente, educazione, servizi e settore civico, questi sono alcuni dei settori dove oggi il volontariato ha radicamento, coinvolgendo gran parte di uomini e donne di ogni ceto sociale. Ciò che spinge il volontario, nasce dalla volontà di svolgere attività legate ai bisogni della collettività e alla risoluzione di problemi non affrontati o mal gestiti da enti pubblici o dal mercato. Proprio per questo che il volontariato è inserito nel cosiddetto “terzo settore”, perché non è né Stato né mercato, in quanto non risponde alle logiche del profitto e del diritto pubblico. In effetti, le organizzazioni di volontariato sono no-profit e apartitiche perché non rispondono alle leggi del mercato e alle leggi della politica, ma solo agli ordinamenti giuridici vigenti. Nonostante questo tipo di inquadramento, le organizzazioni di volontariato sono molto utili allo Stato come agli altri enti pubblici in generale, perché il volontariato si occupa di settori, problemi, argomenti che difficilmente l’ente pubblico affronta direttamente, senza dimenticare l’enorme risparmio economico e finanziario che comporta grazie proprio all’apporto di persone volontarie. E’ evidente che una organizzazione di volontariato si colloca nella società in modo autonomo e di autogoverno che risponde direttamente ai propri aderenti, nelle forme previste dalla democrazia, e collabora con lo Stato e gli enti pubblici, nelle forme previste dai singoli statuti e regolamenti. Per ricondurre tutto l’argomento a noi, possiamo affermare che Il Comitato frazione di Ponzano risponde a tutti questi requisiti, partendo dal no-profit fino alla collaborazione con le Istituzioni senza trascurare la forma democratica dell’associazione fondata sulla gratuità e sull’apartiticità. L’ambito primario dove il Comitato svolge prevalentemente la propria attività, è il settore civico, senza trascurare molte iniziative intraprese nell’ambito socio culturale. Fino ad oggi ci siamo mossi liberamente sul territorio, richiamando l’attenzione su più tematiche, e sempre rigorosamente fuori dal mercato e quindi dal business come dai partiti, quindi dalla politica. Qualcuno ha cercato di strumentalizzare alcune attività, ma abbiamo puntualmente respinto tutto al mittente, perché siamo fermamente convinti che ognuno è libero sia di fare volontariato, sia di fare politica, ma ad una condizione: che il volontariato lo faccia all’interno dell’organizzazione di volontariato in senso lato e politica partitica la faccia all’interno di un partito politico. Comunque oggi ci sono ancora persone che pensano, o peggio sono convinte, che le associazioni di volontariato possano essere delle aziende oppure essere dei gruppi politici. Il volontariato è, e deve rimanere invece, il cosiddetto “terzo settore” perché così è patrimonio di tutti, senza discriminazioni varie. Ponzano Veneto fortunatamente gode di un elevato numero di associazioni di volontariato che abbracciano tutti i mondi e tutte le esigenze. Sosteniamo il volontariato, e soprattutto ricordiamo che il volontariato non è di destra né di centro né di sinistra, è di tutti. Ponzano Veneto 04 luglio 2009 |